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  • Arcadio Pasqual

Panama Pepers

Tra i film che meritano di nessere visti sicuramente tra i posti in prima fila troviamo "Panama Pepers". Titolo originale " The Laundromat" (lavanedria a gettoni), chiaro riferimento al lavaggio dei soldi sporchi, basato sul libro Secrecy world: Inside the Panama Perpers Investigation of illicit Money Networks and the Global Elite, scritto da Jake Bernstein.

Per chi non si ricorda, nel 2016 un whistleblower (individuo che dall'interno di un'organizzazione pubblica o privata, di un governo o di un ente pubblico, segnala alle autorità attività illecti o fraudolemnte anche in modo anonimo) inviò una montagna di documenti (più di una decina di milioni) ad un giornalista del Suddeutsche Zeitung con dati confidenziali di più di 200.000 società gestite da una studio legale panamanese di nome Mossack Fonseca.


Vista la mole gigantesca dei dati il giornalista chiese aiuto al ICIJ (International Consortium of investigative journalists) che organizzò l'analisi dei dati con più di un centinaio di testate giornalistiche in un'ottantina di paese diversi.


Dall'analisi dei documenti si scoprì che molti personaggi importanti (tra cui David Cameron, ex primo ministro inglese) avevano costruito o avuto a che fare con società offshore per mantenere anonimità e avere un livello di tassazione basso o effettivamente nullo: é perfettamente legale avere società all'estero ma andrebbero dichiarate al fisco del paese dove si è residenti. In molti casi vengono scelti paesi come Panama per evitare di essere scoperti e tra i clienti nei documenti sono sakltati fuori anche alcuni cartelli della droga colombiani.


Ma torniamo al film. Innanzitutto, il film è molto leggero e tratta in modo semplice argomenti complessi proprio con l'obiettivo di farli capire allo spettatore. Steven Soderbergh riesce ad intervallare bene la storia della vedova Ellen Martin (impersonata da un'ottima Meryl Streep) che indaga su una frode assicurativa con gli interventi di Gary Oldaman e Antonio Banderas che impersonano rispettivamente Mossack e Fonseca che fanno anche da ciceroni nel mondo della società offshore.


Il risultato finale è che i 96 minuti del film scorrono via veloci e lo spettatore rimane alla fine con un forte amaro in bocca facendosi alcune domande:


  • perché al giorno d'oggi esistono ancora dei paradisi fiscali come Panama?

  • perché governi come l'Unione Europea o gli Stati Uniti non decidono che da questo momento non è più legale fare affari con questi stati (visto che le banche che operano in quelli stati sono le nostre banche)?

  • perché devono esistere dei paradisi fiscali anche all'interno del mondo occidentale (pensiamo al Delaware descritto nel film ma anche a San Marino, Liechtestein, Lussemburgo, le Isole della Manica, L'Olanda, ecc..)

  • come fanno i soldi ad arrivare in questi paradisi fiscali se non transitando dalle nostre banche? Come mai, quindi, permattiamo alle stesse di farlo?

  • perchè un cittadino normale deve pagare tutte le tasse mentre una grossa corporazione, una persona ricca può tranquillamente trovare delle soluzioni che gli permettono di pagare molto meno tasse?

Forse quest'ultima parte può aver fatto passare la voglia di vedere il film ad alcuni di voi, io comunque lo raccomando perché è sempre meglio conoscere certe realtà che rimanerne all'oscuro!


Buona visione!

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