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  • Arcadio Pasqual

Tulipomania o Bolla dei Tulipani

La prima risi finanziaria risale al XVII secolo. Ci troviamo in Europa, nello specifico in Olanda.


Poco dopo il 1550 dalla Turchia furono importati per la prima volta i bulbi di tulipano. Questi fiori delicati e dai colori vivaci divennero oggetto di popolari e costosi scambi.

Le varietà meno comuni di tulipani da subito sono state considerate merci di lusso.


La domanda di tulipani di diverso colore in poco tempo superò l'offerta e i prezzi per i singoli bulbi, specialmente di quelli di varietà più rare, rapidamente cominciò a salire in maniera irrazionale in tutto il nord Europa.


I bulbi erano diventati un vero e proprio strumento speculativo.



La speculazione dei tulipani


La mania dei tulipani raggiunse il suo apice massimo in Olanda fra il 1633 e il 1637. Prima del 1633 il commercio dei tulipani in Olanda era limitato ai coltivatori e agli esperti, ma i prezzi in costante aumento dei bulbi faceva gola a tutte le famiglie dalle più povere alle più ricche, le quali attratte da questa possibilità di profitto cominciarono a speculare sul mercato dei tulipani.


I bulbi cominciarono ad essere scambiati a prezzi sempre più alti, sia nelle aste che presso la borsa valori di Amsterdam ( il prezzo di un bulbo passò da 1 fiorino nel 1634 a 60 fiorino nel 1637).

In poco tempo il popolo olandese cominciò ad ipotecare case, industrie e proprietà per acquistare i tulipani che rappresentavano un vero e proprio investimento da rivendere in un secondo momento.

In natura il bulbo del tulipano con il passare del tempo si duplica e questa duplicazione rappresentava proprio il rendimento.


Inoltre, il bulbo rappresenta il precursore dei contratti future, un contratto derivato e negoziato sui mercati regolamentati attraverso il quale acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una attività reale o finanziaria a un prezzo prefissato con una liquidazione differita a una data futura prestabilita.



In questo caso l'attività che ci si impegnava a scambiare erano proprio i bulbi in quanto con l'espansione del commercio olandese, i mercanti di tutto il mondo ordinavano in anticipo e ad un prezzo prefissato i bulbi, utilizzando contratti da onorare a scadenza.

Il prezzo veniva fissato in anticipo con la speranza che al momento della consegna il valore dei bulbi fosse aumentato, così da trarre profitti.


Ad esempio, Linda prenotava bulbi oggi ad un prezzo di 10 fiorini che sarebbero stati consegnati tra 4 mesi. Passati i 4 mesi, nel momento in cui i bulbi venivano dissotterrati ed erano pronti per essere consegnati sul mercato, il valore dei bulbi era salito magari a 15 fiorini: rivendendoli subito, Lei aveva già guadagnato 5 fiorini.


Bisogna pensare che la maggior parte delle volte le vendite dei bulbi venivano dissotterrati da terra, infatti essi venivano venduti e ricomprati varie volte. E chiaramente le persone cosa ne facevano dei guadagni ottenuti? Li investivano in altri bulbi!


Sta di fatto che all'inizio del 1637, il mercato dei bulbi cominciò a crollare.


Il crollo fu alimentato dal sorgere dei primi dubbi sul fatto che i prezzi dovessero continuare ad aumentare per sempre.


Pensa che in un solo giorno centinaia di lotti di bulbi furono venduti per l'equivalente di circa 5 milioni di euro, ma che da un giorno all'altro i prezzi di questi cominciarono a crollare, spazzando via fortune e causando così la rovina finanziaria di molte famiglie olandesi, specialmente di quelle che avevano acquistato in anticipo bulbi che ancora dovevano ricevere.






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